La lenta agonia del banner
“Il banner è morto”. Quante volte abbiamo sentito pronunciare questa frase durante i vari eventi, incontri e conferenze nelle quali si è affrontato il tema della pubblicità sul Web. Ormai questa frase non stupisce più nessuno, forse sarà persino giunta all’orecchio del banner stesso, che però se ne infischia e continua la sua vita.
Nonostante in molti si siano accorti della debolezza di un modello di advertising basato sul banner, che ormai non genera più i risultati attesi e che pare non suscitare più alcun interesse da parte delle persone che transitano sul Web, gli spazi pubblicitari continuano ad essere venduti e, cosa ben più grave, nascono costantemente delle startup che si affidano completamente al display advertising per il proprio sostentamento.
Giusto una settimana fa Jakob Nielsen, il massimo esperto di usabilità a livello mondiale, in un suo intervento sottolineava il fatto che ormai le persone non prestino più attenzione ai banner. Sempre Nielsen ha ricordato però che tale problema non colpisce il search advertising, ossia la pubblicità effettuata sulle pagine dei risultati dei motori di ricerca. In quest’ultimo caso il successo è dovuto al fatto che i messaggi promozionali sono fortemente correlati a quanto ricercato dalle persone, che vedono gli annunci pubblicitari come un suggerimento ed un aiuto a soddisfare la propria ricerca. I banner invece, vengono generalmente visti come un fastidio, come qualcosa di superfluo messo accanto ai contenuti interessanti di una pagina.
Le cattive notizie per questo settore però non finiscono qui…
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