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Dipendenti distratti da Facebook ed E-Tree blocca l’accesso al sito

Posted by Gruppo36 on Nov 03 2008 | Social Media, Social Network, Web

Una “censura” che l’azienda non conferma, ma lo fanno un paio di dipendenti: «E’ vero, sito bloccato da venerdì scorso. E siamo un po’ seccati».
Non ci sono ancora misuratori di calo della produttività, ed è un peccato: è probabile che l’effetto-Facebook abbia impatti pesanti sull’applicazione lavorativa in diverse aziende.

Il paradosso clamoroso è che il blocco avvenga in una delle aziende più “digitali” della provincia, fondata da Riccardo Donadon (e poi ceduta), quando internet era ancora alla sua alba.

Quod me nutruit me destruit, per dirla alla latina, ovvero: chi di internet ferisce, di internet perisce. «Non risultano blocchi volontari», dicono dalla sede milanese del gruppo che ha inglobato la trevigiana E-Tree, ma sembra di cogliere un oggettivo imbarazzo.

«Solo un problema temporaneo di sovraccarico delle linee e della banda», dicono. Un paio di dipendenti, però, “confessano” una versione differente. «Staccato volontariamente da venerdì scorso - ammette uno - e chi dice il contrario sa di mentire. Noi siamo tutti un po’ arrabbiati per questa decisione, presa assolutamente contro la nostra volontà».

Staccata la spina a Facebook, insomma, perché distrae troppo. Il sito è uno dei più visitati del momento: chi accede si crea una propria pagina-profilo personale, con la quale interagisce con amici, conoscenti, gruppi.

Può essere utile, come può essere una forma di “cazzeggio”: l’a zienda pare abbia visto quest’ultimo piatto della bilancia come più pesante. Da qui la decisione di impostare un blocco nella rete che impedirebbe ai dipendenti di accedere a Facebook.

E-Tree, nata nel 1998, è una delle aziende che hanno saputo cavalcare meglio l’esplosione di internet: oggi si occupa di studio e applicazione delle tecnologie al servizio della comunicazione e del marketing, e nel proprio sito confessa la propria volontà di «diventare la prima realtà Brain & Soul Intensive, leader in Italia nelle soluzioni che sfruttano internet, agendo velocemente e sempre al passo con le tecnologie». Stavolta l’azione al passo con le tecnologie, dando per vera la “denuncia” dei due dipendenti, è stata quella censoria.

Fonte La Tribuna di Treviso

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