Il governo inglese educa i ministri al social networking
Una guida di 20 pagine e oltre 5.000 caratteri, per spiegare un sistema di messaggistica che ne usa poche decine (i cosiddetti “tweet” sono infatti composti da 140 caratteri!).
Il libro di istruzioni spiega a ministri e dipendenti pubblici come servirsene: i messaggi devono essere “umani e credibili”, scritti nell’inglese “informale del parlato”. Il governo consiglia ai ministeri di produrre dai due ai 10 “tweet” al giorno, con un intervallo di almeno 30 minuti fra loro per «evitare di investire gli utenti con veri e propri flussi di Twitter».
La guida consiglia di usare il servizio di microblogging per qualsiasi cosa che spazi dagli annunci ufficiali ai retroscena dei ministri, e suggerisce che in una crisi potrebbe essere un “canale primario” per la comunicazione con l’elettorato. Il governo mette in guardia dall’eccesso di messaggi politici promozionali, sottolineando che Twitter dovrebbe essere “anche puro divertimento”. In generale comunque, ogni contenuto dovrebbe restare in linea con gli obiettivi del governo.
Diventato celebre come strumento dei fan per seguire i pensieri e la vita privata di celebrità del calibro di Oprah Winfrey (2 milioni di contatti) e Ashton Kutcher (3 milioni), Twitter si è recentemente rivelato un potente veicolo di comunicazione, mobilitazione e protesta nelle principali crisi internazionali, in Iran e in Moldova.
Nel mondo diversi governi - in prima fila il presidente americano Barack Obama (oltre 1,8 milioni di seguaci) e la Casa Bianca - ne fanno già uso. Fra i ministri italiani più attivi nel microblogging, c’è il capo della diplomazia Franco Frattini che proprio oggi pubblica su Twitter - e sulla sua pagina di Facebook - un bilancio in cifre dei suoi primi 15 mesi di lavoro alla Farnesina.
Fonte: LaStampa.it






