Un cellulare per andare sulla luna!
Anche Gruppo36 ricorda lo sbarco sulla luna.
I computer, allora, non erano certo oggetti domestici d’uso corrente, e, per contro, la loro potenza di calcolo poteva essere inferiore a quella di un normale cellulare. Ce lo ha spiegato bene Alessandro Vietti, laureato in ingegneria elettrotecnica e progettista di sistemi di supervisione e controllo, ma anche autore di letteratura fantastica (Premio Cosmo 1995 per il miglior romanzo di fantascienza italiano).
“I primissimi voli spaziali avvennero senza l’ausilio del computer – racconta Vietti -. La Mercury, la capsula che portò in orbita Alan Shepard e John Glenn, i primi astronauti americani, era interamente in tecnologia “analogica”. La prima presenza di un apparecchio digitale – prosegue il nostro interlocutore - la troviamo nel Programma Gemini, sviluppato dalla IBM: una macchina molto lenta, il tempo di ciclo per un’istruzione semplice era di 140 millisecondi. Al computer di bordo occorrevano 140 millisecondi per eseguire un’addizione e per una singola divisione bisognava attendere quasi un secondo! Poteva girare solo un programma per volta e le istruzioni potevano essere eseguite solo sequenzialmente. Le memorie erano costituite da nuclei di ferrite in grado di contenere 4.096 indirizzi ciascuno di 39 bit”.
Fonte: pcworld
Insomma, alla fine degli anni ‘70 è bastata la potenza di calcolo di un moderno cellulare per arrivare sulla luna … sembra quasi assurdo che oggi abbiamo bisogno di 4Gb di ram per far girare Vista decentemente…






